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A tavola con la Cantina Planeta Stampa E-mail
Scritto da Redazione    Giovedì 15 Novembre 2018 16:07

VENERDI’ 23 NOVEMBRE 2018, ore 20.30

Ristorante CANTINA NARDI Via Leonardo Cambini 6 - LIVORNO


Il Club Go Wine di Livorno promuove un importante appuntamento in città per la sera di venerdì 23 novembre presso il Ristorante Cantina Nardi.
Dopo alcuni itinerari in cantina, che hanno caratterizzato il programma annuale, avremo ora una cantina “ospite” in città.
Si tratta della cantina siciliana Planeta, una delle realtà più importanti dell’isola e che ha contribuito negli anni alla affermazione della viticoltura siciliana.
Ai piatti della cucina sarà abbinata una selezione di ben 6 etichette della cantina, in una sorta di percorso attraverso le varie Tenute di Planeta in Sicilia.
Avremo inoltre con noi il piacere di avere ospiti della cantina, che presenteranno l’azienda e commenteranno i vini.
Ecco dunque il programma della serata…



Il menu

Bordatino
*in alternativa Carbonara di Mare

Peposo
*in alternativa Seppie Cacciuccate

Selezione di Formaggi

Caffè


I vini in degustazione
la Sicilia da Menfi a Capo Milazzo, nei cinque territori in cui nascono i vini di Planeta


Menfi
Sicilia Menfi Terebinto (Grillo)
Sicilia Maroccoli (Syrah)

Vittoria
Cerasuolo di Vittoria (Nero d’Avola 60%, Frappato 40%)

Noto

Sicilia Noto Santa Cecilia (Nero d’Avola)

Etna
Etna Bianco (Carricante)

Capo Milazzo

Mamertino (Nero d’Avola 60%, Nocera 40%)



I piatti contrassegnati con l’asterisco* sono in alternativa al piatto principale. All’atto della prenotazione va comunicato se si sceglie il piatto alternativo.

 


Il costo della serata è di € 35.
Per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine per l’anno 2019 (versando la quota di euro 48), la cena avrà un costo di € 25, beneficiando così di un benefit di benvenuto (tale riduzione è esclusa per l’iscrizione dei soci familiari).

E’ necessaria la prenotazione che verrà accettata sino ad esaurimento dei posti disponibili, contattando la sede di Go Wine al numero tel. 0173 364631 entro giovedì 22 novembre p.v..

Per informazioni e prenotazioni: Ufficio Soci Go Wine tel. 0173 364631 e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Ed ora alcune note di presentazione della serata-evento, a cura del socio Go Wine Marcello Paolucci


Planeta
Nessun’altra realtà produttiva in Italia è in grado di raccontare le tante sfumature della propria regione quanto Planeta con la Sicilia. Con ben sei cantine distribuite nei maggiori distretti dell’Isola, Planeta è in grado infatti di offrire una gamma di etichette di grandissima aderenza territoriale, unica nel suo genere.
Ulmo a Sambuca di Sicilia, Dispensa a Menfi, Dorilli a Vittoria, Buonivini a Noto, Feudo di Mezzo sull'Etna a Castiglione di Sicilia, e infine La Baronia a Capo Milazzo. Questi sono i luoghi di Planeta, impresa vitivinicola che vede iniziare il suo percorso moderno nel 1995, ma che ha alle spalle una storia e una tradizione che si tramanda da ben 17 generazioni e sin dal XVI secolo. Un viaggio attorno alla Sicilia e ai suoi vini più grandi, per un progetto, quello delle cantine Planeta, rivolto tanto al passato quanto al futuro, nonché immerso
meravigliosamente nel presente.
Da un lato un profondo legame con la più antica tradizione enologica siciliana e con il suo patrimonio di varietà indigene: grecanico, carricante, moscato di Noto, frappato, nerello mascalese e nero d'avola. Dall'altro l'arena su cui si misurano i più grandi produttori del mondo con i cosiddetti vitigni internazionali, come lo chardonnay, il merlot e il syrah: grandi classici dell'enologia interpretati da un territorio capace di caratterizzarli in maniera inconfondibile.
Attualmente, i vigneti di proprietà arrivano a coprire un’estensione complessiva di ben 370 ettari, in cui le piante di vite sono allevate e curate nel massimo rispetto di ambiente ed ecosistema, filosofia che ritroviamo nella gestione dell’intera azienda, guidata con il medesimo stile che si ritrova tra i filari, quindi tutelando il paesaggio, facendo ricorso all’uso di energie rinnovabili, e riciclando materie e risorse. In cantina, il frutto viene lavorato sempre nell’ottica di valorizzarne le peculiarità e le caratteristiche intrinseche. Il risultato di tutto ciò è dato da una gamma di etichette di altissimo livello, composta da vini eccellenti, figli della più alta interpretazione del varietale e del “terroir” d’origine.

Cantina Enoteca Nardi

Non solo enoteca..non solo trattoria...ma "mitico ritrovo" solo trattoria...ma "mitico ritrovo"”
La Cantina Nardi non è solo una Enoteca é un’ ottima trattoria, ma è anche e soprattutto un luogo di ritrovo, nel pieno centro di Livorno, dove avventori giovani e meno giovani si trovano per bere un bicchiere di ottimo vino (grande è la scelta, si va dal Sassicaia al Tignanello dai rossi di Bolgheri a quelli del Chianti Classico, dai bianchi profumati dell'Alto Adige ad ottime etichette di Champagne e di bollicine Italiane, come si conviene ad una Enoteca di rango) accompagnato da una vasta scelta di schiacciatine con molteplici farciture, triangolini caldi (irrinunciabili), pasta fritta con salumi, il tutto continuamente rinnovato via via che viene consumato, in modo da offrire un assortimento sempre fresco e alla giusta temperatura. Tutto questo in un'atmosfera piacevole e familiare dove vecchi amici si ritrovano per fare quattro chiacchere davanti ad un ottimo rosso od un bianco accattivante e si creano nuove amicizie, accomunate dal piacere di gustare un buon vino.Tutto questo è merito di Massimo e Nora (ed ora anche i figli Alessandro - Sommelier AIS e Claudia), che conducono con intelligenza e con grande passione questo "mitico" locale. Piacevole è anche la cucina, di impostazione casalinga, che prepara piatti della tradizione toscana, veri, ricchi di sapore, abbondanti nel condimento: spaghetti con le cicale, pappa al pomodoro di mare, riso sui fagioli e cavolo nero, baccalà in zimino, stoccafisso con patate, cozze ripiene, acciughe con i fagioli, il bordatino, il peposo, la francesina, ecc. , e per finire la tagliata di frutta, crostate varie fatte da Nora ecc. Il tutto da leggere sulla lavagna, che cambia ogni giorno a seconda dei prodotti trovati in mercato e dell'umore della cuoca. Servizio veloce ma cortese . Naturalmente ampia scelta di vini anche al bicchiere. Prezzi onesti.

Due parole sulla storia del piatto Bordatino

La parola “bordatino” sembra derivi dal fatto che la pietanza veniva preparata a bordo delle navi e dei pescherecci, vista la sua semplicità e soprattutto la reperibilità dei suoi ingredienti. Nella costa si accompagnava al pescato del giorno, mentre in campagna si mangiava con le verdure dell’orto e/o il lardo. La storia di questo piatto toscano è interessante perché mostra come le genti adattassero la pietanza alle loro esigenze, in base ai prodotti che coltivavano o pescavano o allevavano. Per questa ragione del bordatino esistono diverse varianti locali. Ad esempio il Bordatino alla Livornese prevede l’aggiunta di cubetti di pancetta. La ricetta pisana sembra essere la versione vegetariana, cosa che non toglie nulla a questa gustosa minestra, molto simile alla farinata col cavolo nero che si trova nell’entroterra toscano. Penso che Il segreto del bordatino Pisano sia all’inizio della ricetta, nella base del piatto – il soffritto – che deve essere abbondante e ricco di ortaggi. Il bordatino tradizionale prevede il cavolo nero, ma si può usare anche il cavolo verza (un po’ più digeribile e, ahimè, spesso più reperibile del cavolo nero… anche se siamo in Toscana!). Il Bordatino è un magnifico esempio di cucina povera, fatto di pochi ingredienti che si reperiscono nell’orto. Non è esclusivamente un piatto invernale, ma viene preparato anche in altre stagioni in cui il cavolo è reperibile, con fagioli secchi o freschi e la farina di mais. Può essere insaporito con le erbe aromatiche che crescono in quel momento: ad esempio la Nepitella o il Timo.
Il Peposo - origini e curiosità
È un piatto tipico di Impruneta, paese delle colline fiorentine, rinomatissima per la "terra di Impruneta", da cui si ottengono terrecotte, mattoni e altri materiali in cotto (Cotto d'Impruneta). Sono stati proprio gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci che hanno creato questa preparazione: in un angolo della fornace, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo 5 ore il piatto era pronto. Si narra che, al tempo del Brunelleschi, durante la costruzione della famosa cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore, che poi è il Duomo di Firenze, i "fornacini" addetti alla cottura dei mattoni facessero largo uso di questa pietanza. La lunga cottura, il pepe ed il vino Chianti, inducevano i lavoratori a mangiare insieme al Peposo parecchio pane ed a fare delle robuste bevute, per ristorarsi dalla fatica della giornata. Il risultato di questa dieta è stato straordinario…soprattutto per il Brunelleschi. Si ricorda una curiosità: è proprio nel periodo della costruzione del Duomo di Firenze che ha avuto origine il modo di definire "a ufo" quello che si otteneva senza pagare. Infatti, siccome tutto ciò che era destinato alla fabbrica del Duomo (marmi, legname, ecc.) era esentasse, sui materiali che arrivavano all'Opera da tutta la Toscana, veniva scritto "Ad Usum Florentinae Operae", che venne abbreviato con la sigla "A U.F.O." e da questo nacque il famoso detto.  Da notare, cosa non da poco, che siamo di fronte ad un gustoso piatto dietetico, privo di grassi e soffritti.



 

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Marcello Paolucci e Max Neri


 

Marcello Paolucci e Max Neri

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