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Martedì 26 novembre a Roma i "Rossi del Sud" Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 15 Ottobre 2013 15:06

L’appuntamento di novembre di Go Wine a Roma parla di Sud: sarà presente una selezione di aziende per  raccontare, attraverso la loro storia, questa parte d’Italia ed il suo grande patrimonio vinicolo. 

Appuntamento presso le sale dell'Hotel Quirinale**** di via Nazionale per martedì 26 novembre p.v..

Vini autoctoni, aziende storiche, realtà emergenti per una degustazione sfiziosa che offre l’occasione di approfondire la conoscenza di una viticoltura che negli ultimi anni ha marcato un ruolo importante nella crescita del vino italiano. Ad accompagnare le interessanti storie vinicole torna “La Salsamenteria” di Roberto Mangione (Roma) con alcune proposte di abbinamento ad “unire” l’Italia: l’Artesino dal Veneto, la Gorgonzola al cucchiaio dal Piemonte,  l’arrosto al lauro e la gabbianella dalla Lombardia ed il tradizionale pane di Genzano.

 

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Martedì 15 ottobre torna a Roma "Lo spumante italiano" Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 30 Settembre 2013 08:41

Prosegue il calendario di attività di Go Wine a Roma con un appuntamento dedicato allo Spumante italiano e in programma martedì 15 ottobre 2013 all'hotel Quirinale di via Nazionale.
Un viaggio nei tanti volti delle bollicine targate made in italy: Metodo Classico e Metodo Charmat, Terroir Storici e Bollicine Autoctone le chiavi della degustazione che si articolerà tra i vari banchi d’assaggio e le molte proposte nella selezione in Enoteca. I grandi classici dello Spumante, ma anche impedibili curiosità tra le bollicine autoctone.
Ad accompagnare i vini ed ospite della serata sarà “La Salsamenteria” di Roberto Mangione (Roma) con la Sua proposta di prodotti gastronomici da scoprire ed abbinare.


Partecipano al Banco d’Assaggio:

Agricola Emme – Piglio (Fr); Batasiolo – La Morra (Cn);
Cantine Riondo
– Monteforte d’Alpone (Vr); Casa Divina Provvidenza – Nettuno (Rm);
Casale del Giglio – Le Ferriere (Lt); Caudrina – Castiglione Tinella (Cn);
Citra Vini – Ortona (Ch);  Coop. Produttori Erbaluce di Caluso – Caluso (To); 
Consorzio Tutela Vino Lessini Durello – Soave (Vr);
Contratto Giuseppe – Canelli (At);  Feudi di San Gregorio – Sorbo Serpico (Av);

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La Salsamenteria di Roberto Mangione presente all'evento "Lo Spumante italiano" a Roma Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 28 Settembre 2013 12:24

.. tra i partner di Go Wine all'evento "Lo Spumante italiano" di Roma

LA SALSAMENTERIA

Via Monti Parioli, 31 b-c Roma
Tel. 06 32111318
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La Salsamenteria nasce nel cuore dei Parioli come salumeria e norcineria nel 1955, il proprietario dell’epoca improntò l’attività come negozio tradizionale di zona. Nel 2001 Roberto Mangione, l’attuale proprietario, ha rilevato l’attività e, seguendo tradizione e passione, ha iniziato a proporre prodotti ricercati. Nel 2006 Roberto decide di ristrutturare il negozio che, fino ad allora, era rimasto stile anni ’50, elimina il retrobottega, ormai superfluo, e crea un ambiente unico, un unico grande ambiente in cui incastona ricercatezze e specialità, talvolta anche in maniera disordinata, ma tutte con le spalle abbastanza cariche di storia e di aneddoti.
Le esperienze e le prove, le ricerche continue e, soprattutto, la grande attenzione alle esigenze dei clienti hanno fatto si che La Salsamenteria di Via Monti Parioli sia un concentrato di prelibatezze enogastronomiche di altissimo livello qualitativo.
La cantina vanta oltre cento 150 etichette di champagne, tra piccoli Vigneron e grandi Maison, 250 etichette di vini, di cui una cinquantina francesi, 90 birre artigianali, spiriti e distillati vari.
La salumeria propone prodotti classici e tipici della tradizione italiana con qualche presenza estera. I prosciutti crudi sono il vanto della Salsamenteria, varietà di razze riscoperte e storiche di varie stagionature, il Nero di Parma, la Mora Romagnola, il Vecchio Sauris, il Patanegra, il Mangaliça, il Cinta Senese, il Toscano oltre ai vari Parma e San Daniele; numerosi gli insaccati artigianali, anatra, oca e selvaggina, per sfociare poi nell’assortimento di formaggi di cui si contano oltre 120 referenze italiane e circa 50 francesi: Bitto storico, Bettelmatt di alpeggio 2011, Castelmagno di alpeggio 2010, Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse, robiole piemontesi a latte crudo, varietà di provoloni e paste filate artigianali, Camembert, Saint Felicien, Crotin di Chavignol, Mimolette, Brie a latte crudo, Roquefort e tante altre delicatezze di latte.
Eccellenti gli affumicati di pesce tra i quali il salmone selvaggio White king e il caviale, assortimento di foie gras fresco e in scatola. Numerose le salse, le mostarde e le confetture. Assortimento di olii di altissima qualità provenienti da diverse zone d’Italia.



I prodotti che accompagneranno la degustazione del 15 ottobre a Roma, raccontati da Roberto Mangione:


LA GONZAGHETTA
Ottenuta da coppe pesanti di Gran Suino Padano e delicatamente aromatizzata alle erbe, si presenta al taglio con un magro decisamente striato di grasso sodo e dolce. La doratura esterna è frutto di una lenta cottura al forno che le conferisce un gusto delicato e un aspetto inimitabile. Gustata secondo un’antica ricetta di tradizione mantovana, che consigliava di abbinare la coppa arrosto con la mostarda di mele campanine o pere, fa assaporare atmosfere dimenticate e gustare profumi e sapori
dell’eccellenza norcina.

LA MORTADELLA
La tecnica produttiva della mortadella è assolutamente particolare e unica in tutto il mondo: base di partenza sono carni attentamente selezionate (nel caso della Mortadella Bologna lavorate secondo un disciplinare europeo) che vengono triturate e ridotte ad una pasta molto fine attraverso tre diversi
passaggi in apposite macchine tritacarne. Vengono poi preparati i cubetti di grasso, che sono ricavati esclusivamente dalla gola del suino, il più duro e il più pregiato tra i tessuti adiposi. L'impasto così ottenuto viene insaccato nella misura voluta (esistono mortadelle di tutte le pezzature, fino ad alcuni quintali) e sottoposto a cotture. E' questa la fase più delicata, capace di dare alla mortadella tutto il suo caratteristico aroma e la sua tipica morbidezza; il procedimento prevede l' utilizzo di apposite stufe ad aria secca, con tempi di cottura che vanno da poche ore fino ad un' intera giornata. In ogni caso, la temperatura al cuore del prodotto non deve mai essere inferiore a +70 c. Segue infine una docciatura con acqua fredda e una sosta in cella di raffreddamento che consente al prodotto di "stabilizzarsi".

CACIOCCHIATO DI ARIANO IRPINO
Il nome di questo formaggio deriva dalla sua conformazione interna che si presenta ricca di piccoli fori detti “occhi” da cui “cacio occhiato” trasformato poi in “Caciocchiato”. E’ un formaggio di latte vaccino intero, proveniente esclusivamente da selezionati pascoli irpini, dove il bestiame, mucche di razza podalica allevate allo stato brado, si ciba di erba sulla e lupinella. Il foraggio fresco dona al latte un aroma inconfondibile, parte del quale si troverà anche nel formaggio. La pasta si presenta compatta a struttura poco elastica di colore giallo paglierino con evidente occhiatura interna. Il suo sapore, nonostante la sua stagionatura sia abbastanza prolungata, è molto dolce. La crosta è sottile e di colore giallo. Le forme del Caciocchiato somigliano ad angurie americane. Il Caciocchiato è un formaggio tipico dell’avellinese. I pascoli dell’Alta Irpinia, abbondanti e variegati, sono popolati dalle mucche che forniscono un latte particolarmente pregiato da cui si ottiene il Caciocchiato.
Per garantire la qualità del prodotto, la lavorazione del Caciocchiato è riservata ai mesi invernali, quando il latte contiene una bassissima carica batterica, caratteristica indispensabile al raggiungimento dello scopo prefissato. Il latte viene pastorizzato a 72°C. La cagliatura avviene a 38°C mediante l’utilizzo di caglio di vitello e, successivamente, vengono aggiunti degli speciali fermenti che, lavorando all’interno della pasta filata, fanno si che si ottenga la foratura, caratteristica essenziale di questo formaggio. La pasta lavorata ad alta temperatura viene messa in appositi stampi che danno al Caciocchiato la caratteristica forma ad anguria americana dal peso che varia dai 12 fino ai 25 kg. Dopo una stagionatura di circa 6 mesi in apposite celle a temperatura ed umidità controllate, il Caciocchiato è pronto per essere gustato.

La storia
Il caciocchiato è il prodotto di punta della ditta Superlatticini di Carlo Lo Conte, che nel 1970 iniziò le sperimentazioni per la produzione di questo formaggio, rendendolo in breve un prodotto di livello internazionale. Nel 1916 i nonni paterni, presso la proprietà della Duchessa Caracciolo di Ariano, rivelarono un piccolo laboratorio per la produzione artigianale del latte e la sua trasformazione in caciocavalli e formaggi. L’attività proseguì fino al 1938, anno in cui Carlo Lo Conte e suo fratello, guidati da un fervido istinto imprenditoriale, la trasformarono in un autentica attività industriale.

FIORDILATTE
Il fior di latte è un formaggio fresco o latticino di latte intero vaccino a pasta filata, ricavato con una tecnica quasi identica a quella della mozzarella: difatti, sull'etichette delle confezioni in vendita la definizione mozzarella di latte vaccino specifica la qualità vaccina per obbligo di legge onde evitare confusione con mozzarella di bufala, della quale è un'imitazione. È originario di Campania e Puglia: è controversa la questione sul primato dell'origine. Attualmente è preparato e diffuso in tutta Italia: ha ottenuto la certificazione specialità tradizionale garantita nel 1996.


…ed IL PANE

PANE DI ALTAMURA
Il Pane di Altamura è un prodotto di panetteria tradizionale di Altamura, in provincia di Bari.
È ottenuto dall'impiego di semole (molto ricca di glutine) rimacinate di varietà di grano duro coltivato nei territori dei comuni della Murgia. Nel luglio 2003, a livello europeo, il pane di Altamura è stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta (DOP).
Cotto nei tradizionali forni a legno e in pietra, il pane di Altamura si distingue per la sua fragranza e il suo sapore. Ha crosta croccante e una mollica soffice di colore giallo paglierino.
L'area geografica delimitata dove sono coltivati i grani comprende i territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge in provincia di Bari. E la zona di produzione del «Pane di Altamura» comprende soltanto il territorio amministrativo del Comune di Altamura, in provincia di Bari.

PRODUZIONE
Il rimacinato di semola di grano duro utilizzato per produrre il pane è ricavato dalla macinazione di grani duri delle varietà «appulo», «arcangelo», «duilio» e «simeto» prodotte nel territorio delimitato nel disciplinare di produzione, da sole o congiuntamente in ragione almeno dell'80%, purché prodotte nel medesimo territorio. Il prodotto si ottiene secondo l'antico sistema di lavorazione che prevede l'uso di lievito madre o pasta acida — sale marino — acqua. All'atto dell'immissione al consumo deve presentare le seguenti caratteristiche: La pagnotta dal caratteristico profumo di peso non inferiore a 0,5 Kg, presenta due forme tradizionali, la prima delle quali, denominata localmente «U sckuanète = pane accavallato», è alta, accavallata, senza baciatura ai fianchi; l'altra più bassa, localmente denominata «a cappidde de prèvete = a cappello di prete», non presenta baciatura. La crosta deve possedere uno spessore non inferiore a 3 mm.; la mollica, di colore giallo paglierino, presenta una omogenea alveolazione; l'umidità non deve superare il 33 %.



 

 
Martedì 24 settembre a Roma "Buono.. non lo conoscevo!" Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 19 Settembre 2013 15:37

Go Wine riprende l’attività a Roma martedì 24 settembre con il tradizionale appuntamento dedicato ai vitigni autoctoni italiani. Un parterre importante di aziende incontrerà direttamente il pubblico nelle sale dell'hotel Quirinale, mentre un’ enoteca completerà l’offerta della degustazione.
Al centro dell’attenzione la ricchezza del vigneto italiano, fatto di tante realtà legate per storia e cultura a diversi territori. Ogni azienda, oltre al vitigno-vino protagonista, presenta e racconta al pubblico in degustazione altri vini rappresentativi della propria produzione.

La degustazione dei vini sarà abbinata con alcuni prodotti tipici proposti da “La Salsamenteria” di Roberto Mangione (Roma) , che collabora all’edizione 2013 dell’evento. Una proposta in linea con il carattere della serata per conoscere ed apprezzare con l’occasione, prodotti gastronomici particolari e rari.


Le aziende che hanno aderito al banco d’assaggio:

Agricola Emme – Piglio (Fr); Antonelli San Marco – Montefalco (Pg);
Bajta Fattoria Carsica – Sgonico (Ts); Caminella – Cenate Sotto (Bg);
Cantina Frentana – Rocca San Giovanni (Ch);  Cantina Produttori Cormons – Cormons (Go); Cantine Due Palme – Cellino San Marco (Br); Cantine Marisa Cuomo – Furore (Sa); Casa Divina Provvidenza – Nettuno (Rm);  Casal Thaulero – Ortona (Ch);
Casale del Giglio, con la biancolella dell’isola di Ponza - Le Ferriere (Lt);
Cataldi Luigi Madonna – Ofena (Aq);  Citra Vini – Ortona (Ch);
Consorzio di Tutela del Vino Cesanese del Piglio - Frosinone

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L'enoteca di "Buono... non lo conoscevo!" a Roma Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 17 Settembre 2013 10:37

Piemonte, Nebbiolo - Antichi Vigneti di Cantalupo - Ghemme (No)
Colline Novaresi “Abate di Cluny” 2007

Umbria, Sagrantino - Bocale – Montefalco (Pg)
Montefalco Sagrantino “Bocale” 2009

Trentino, Nosiola - Bolognani – Lavis (Tn)
Vigneti delle Dolomiti Nosiola 2012

Veneto, Groppello - Ca’ Biasi – Breganze (Vi)
Veneto Rosso Igt Groppello 2012

Campania, Fiano - Cantina del Barone – Cesinali (Av)
Fiano di Avellino “Part 928” 2011

Campania, Greco - Cantina Dell’Angelo – Tufo (Av)
Greco di Tufo 2011


Sardegna, Cagnulari - Cantina Santa Maria La Palma – Alghero (Ss)
Alghero Cagnulari 2011

Molise, Tintilia - Cantine Cipressi – San Felice del Molise (Cb)
Tintilia del Molise “Macchiarossa” 2008

Sicilia, Malvasia - Cantine Colosi – Messina
Malvasia delle Lipari Passito 2008

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