Il Lugana Stampa E-mail
Scritto da Redazione    Mercoledì 13 Gennaio 2010 15:47

Interamente dedicata a un vino bianco (pur coabitando con le Doc Garda e San Martino della Battaglia), questa denominazione (1967) si sviluppa nella fascia morenica a sud del Lago di Garda, tra Desenzano e Peschiera, a cavallo di due regioni (Lombardia e Veneto) e due province (Brescia e Verona). La parte vitata più consistente è nella parte bresciana, soprattutto nel triangolo compreso tra Desenzano a ovest, Sirmione a nord e Pozzolengo a sud, mentre la parte veronese - zona a ovest di Peschiera - detiene le quote più rilevanti dell’imbottigliato (e quindi del mercato). Ambedue i territori confinanti, al di là delle differenze interne, sono accomunati dallo stesso microclima, dalla stessa conformazione pianeggiante (interrotta da qualche lieve rilievo collinare - non più di 130 metri di altutidine - solo nella parte meridionale della parte bresciana, tra San Martino della Battaglia, sottozona di grande fascino e interesse, e Pozzolengo) e dalla stessa natura dei terreni, fondamentalmente argillosi, i cui compatti sedimenti e stratificazioni risalgono all’ultima era post-glaciale. La viticoltura ha qui origini antichissime (si sprecano le citazioni storiche, da Virginio a Plinio, fino agli «squisiti Trebulani» cantati da Andrea Bacci nel 1596) e qui ha trovato fertile habitat un particolare biotipo di trebbiano chiamato turbiana (o trebbiano di Lugana), che differisce geneticamente dagli altri suoi simili, distinguendosi per una maggiore struttura e longevità (medio, non lungo, periodo), e che oggi è vinificato in purezza dalla maggior parte dei produttori, i quali fortunamente hanno sempre più abbandonato l’integrazione dello chardonnay prevista dal disciplinare. Il bianco che ne esce è tutto da scoprire, e non solo per il prezzo vantaggioso: profuma di fiori di campo e agrumi, ha un’energia acida che conferisce freschezza e contrasto, gode di una sapidità minerale che garantisce vigore e tensione. Le versioni in acciaio traducono l’anima più verace della denominazione, ma non mancano anche alcune interessanti intepretazioni in legno. Piacevoli, ma non ancora all’altezza delle migliori bollicine nazionali, le versioni Spumante, più spesso proposte con il metodo Charmat anziché con quello classico della rifermentazione in bottiglia. La selezione delle aziende qui proposta è suddivisa nei due versanti (lombardo e veneto). Per decidere l’appartenenza di alcune cantine del territorio - anche importanti - che hanno vigneti in ambedue le province (come Ca’ dei Frati, Fraccaroli, Provenza) si è tenuto conto della sedeaziendale, così come sono presenti nella sezione lombarda le aziende della Valtenesi (Avanzi, Costaripa, San Giovanni) che hanno vigneti nella Doc ma vinificano sulla riva sinistra del lago. Parimenti presenti gli imbottigliatori fuori zona della parte veronese (Bertani, Montresor, Santa Sofia, Santi). Un vivo ringraziamento va al Consorzio Tutela del Lugana, che ha ospitato le degustazioni (in due sessioni: una estiva e l’altra autunnale) e organizzato le visite, con un particolare pensiero alla disponibilità di Carlo Veronese, preparatissimo direttore tecnico del Consorzio e profondo conoscitore della zona.

 

Versante lombardo

 

AVANZI FRATELLI (0365.551013; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Superiore Sirmione Vigna Bragagna 2006 86/100

 

Produttori del Garda dal 1931, come recita lo slogan aziendale, la famiglia Avanzi conta su un patrimonio di oltre 70 ettari tra vigneti e oliveti e su una nuova cantina di vinificazione inaugurata nel 2007: collegata al corpo originario nella forma di una tradizionale cascina lombarda, dispone di un’ampia superficie, anche in spazi sotterranei (800 metri quadrati di tunnel e corridoi), e di moderne attrezzature. Il Lugana Vigna Bragagna, proveniente dall’omonimo appezzamento di Sirmione da viti più che ventennali, ben fotografa lo standard qualitativo della famiglia, che si muove su un piano di cura e sostanza: all’espressione floreale dei profumi corrisponde infatti un “controcampo” di polpa e sapore all’insegna della leggibilità varietale e della freschezza.

 

 

BULGARINI BRUNO (030.918224; info@vinibulgarini)

Lugana Luganino 2007 86/100

Lugana Superiore Ca’ Vaibò 2007 84/100


Lugana di collina quelli prodotti da Fausto Bulgarini nella sua cantina vicino a Pozzolengo, in località Vaibò, ma con profili (e conseguenti prestazioni) differenti tra loro. Se il Luganino convince per uno scintillante ritmo varietale (soprattutto di carattere floreale), il Superiore, infatti, non riesce sempre a temperare la surmaturazione delle uve in termini di rotondità fruttata, che

soffre invece di velature vegetali in fase di definizione aromatica.

 

 

 

CA’ DEI FRATI (030.919468; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Brolettino 2007 88/100

Lugana I Frati 2008 87/100

Lugana I Frati affinato in bottiglia 2003 88/100

 

Ca’ dei Frati rappresenta la quintessenza del Lugana d’autore a partire dal 1969, Igino Dal Cero la terza generazione di una storia cominciata nel 1939 con il nonno Felice. Un importante parco vigneti (una cinquantina di ettari nel cuore della denominazione tra Lugana, Rovizza e Massoni, più quasi altrettanti negli impianti più recenti vicino alla Torre Monumenale di San Martino della Battaglia); una cantina all’avanguardia; una grande consapevolezza tecnica che si traduce in una delle gamme più complete e competitive di tutta la provincia (diciamo pure dell’intera regione): questo, in breve, il profilo aziendale. Sul fronte dei Lugana: I Frati è un gioiellino di temperamento e contrasto, con una propensione a sfumarsi con il tempo; il Brolettino una riuscita - soprattutto nel 2007 - fusione tra rovere e registro varietale con un’accattivante scia finale di agrumi. Assai  interessante, poi, I Frati 2003, una “riedizione” che esce sul mercato dopo un periodo di 5 anni di bottiglia: lieviti fini, bel contrasto, sentori agrumati e ficcante mineralità per una preziosa silhouette che si staglia con nitore nel panorama produttivo della zona dimostrando le potenzialità evolutive del Lugana d’autore.

 

 

CA’ LOJERA (030.919550; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana del Lupo 2006 89/100

Lugana Vigna Silva 1999 88/100

Lugana Superiore 2005 87/100

Lugana 2008 86/100

 

La storia di Ca’ Lojera (“casa dei lupi” secondo il dialetto locale, con riferimento a storie di contrabbandieri lontane nel tempo) è piuttosto recente: risale infatti ai primi anni Novanta la decisione di Franco e Ambra Tiraboschi di dedicare il periodo del loro pensionamento a un’attività “agrivitivinicola”. Così, nel bel mezzo della campagna pianeggiante di Rovizza, nel cuore delle

dure argille “alte” del Lugana, quasi addossate al lago, la loro «cuvée di coraggio e follia» (come amano definirla) ha ristrutturato un casale trecentesco con tanto di cantina ricavata sotto il livello del lago, e aperto un agriturismo con tanto di cucina tradizionale. Nel giro di pochi anni questa anziana quanto amabile coppia è così diventata uno dei punti di riferimento del Lugana più

autentico e trasversale, con versioni base di godibile solidità e selezioni in grado di colpire per complessità e sfumature. Mai come quest’anno, poi, il “pacchetto” produttivo lascia il segno, da un Superiore “di spalla” fragrante quanto piacevole a un Lupo (una Riserva affinata solo in acciaio) che seduce per il registro stratificato (frutto tardivo, muschio, nocciola, lieviti fini), la maturità del palato e il dinamismo gustativo. Menzione anche per il Vigna Silva 1999, una riserva “ritrovata” in cantina frutto di due anni di botte grande, dalla fine speziatura e dall’intrigante côté piccante.

 

 

CANTINE DELLA VALTENESI E DELLA LUGANA - CIVIELLE

(0365.502002; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Pergola 2008 85/100

Lugana Biocòra 2008 83/100

Lugana Spumante Brut

Metodo Tradizionale Le Polone 2007 83/100

 

Questa cantina cooperativa fondata nel 1979 conta su più di una quarantina di soci e su un bacino viticolo di 65 ettari sui versanti occidentali e orientali del lago di Garda. Il centro operativo è a Moniga e i pezzi migliori della gamma risultano generalmente essere i vini del Lugana, assunto non smentito anche quest’anno da una buona versione di Pergola, proveniente dai vigneti della zona di Sirmione. Meno sull’agrume e più sulla glicerina, invece, lo sviluppo del Biocòra, ultimo nato della casa e proveniente da sistemi produttivi biologici.

 

 

CASCINA LE PRESEGLIE

(030.9108195 - 335.7201388; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Hamsa 2008 86/100

 

Prima di essere un’azienda vitivinicola, Cascina Le Preseglie è soprattutto un agriturismo a indirizzo igienico-salutistico dedicato alla medicina naturale indiana e alla riabilitazione. A due passi dalla Torre Monumentale di San Martino della Battaglia, nell’unica soluzione di un corpo compatto quanto studiatissimo, dove nulla è lasciato al caso, si articolano i raffinati appartamenti in stile country-provenzale; la piscina; il centro benessere ricavato in un antico casale perfettamente

restaurato risalente al 1805, nei cui locali si praticano Ayurveda, Idrocolonterapia, Osteopatia, Shiatsu, Omeopatia, Naturopatia, Pilates; il Termarium con bagno turco, aromaterapia, cromoterapia e musicoterapia; il piccolo e grazioso museo risorgimentale; tre sale conferenze. Guida questo spazio polifunzionale la mano rigorosa di Cristina Bordignon, una decina di anni trascorsi in Russia come interprete prima di dedicarsi alla nascita di questo luogo di sogno acquistato nel 1999. E la cantina? Si articola nella parte posteriore del casale, quasi sottoterra, pressoché invisibile allo sguardo, con una soluzione a bassissimo impatto ambientale capace di contenere fino a 2000 ettolitri di vino (e non è un caso che venga utilizzata come punto di stoccaggio da alcune aziende della zona). Al suo secondo anno di vita, il Lugana Hamsa (che in sanscrito è il cigno bianco simbolo di purezza) supera le incertezze dell’esordio con un profilo screziato e dinamico, dove la maturità del frutto trova un finale dai sapidi riflessi.

 

 

CASCINA MADDALENA

(030.9905139 - 338.6294661; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana 2008 85/100

 

Tre ettari di turbiana nel villaggio di Lugana, in uno dei punti più vocati della denominazione, per la cantina familiare (con tanto di agriturismo) di Luciano Zordan e Raffaella Molinari. Il Lugana che vi nasce trova con il 2008 forse il suo miglior millesimo della sua recente storia (il primo imbottigliamento è del 1999). Bella florealità, tatto polposo, frutto lievemente tardivo e buon vigore alcolico.

 

 

COLLI A LAGO - SELVA CAPUZZA (030.9910381; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana San Vigilio 2008 87/100

Lugana Superiore Menasasso 2007 86/100

Lugana Selva 2008 85/100

Lugana Spumante Brut Metodo Classico Hirundo n.m. 83/100

 

Cinquanta ettari di estensione, di cui 20 vitati tra proprietà e affitto, sui primi rilievi morenici a sud della Torre Monumentale di San Martino della Battaglia (Capuzza come “cappuccio” collinare), più una cantina attrezzatissima, il ristorante Cascina Capuzza e gli undici appartamenti dell'agriturismo Borgo San Donino (senza contare la tartufaia e l’ampio uliveto), il tutto a non più di 870 passi di distanza tra le due estremità: questo il biglietto da visita della poliedrica e “performante” azienda oggi guidata con piglio e intelligenza da Luca Formentini. All’interno di una gamma eclettica quanto competitiva, spiccano i profili dei bianchi di Lugana, che nascono su terreni dove l’argilla si mischia con lo scheletro. San Vigilio che “attacca” sul floreale per poi imprimere al palato un bel “grip” acido-fruttato. Menasasso generoso nella polpa, di buon vigore alcolico e assetto complessivo, anche se non verticale in quanto a ritmo e respiro. Selva dai profumi di biancospino e sensazioni finali di pietra e sale, ma ancora da equilibrare dal punto di vista glicerico-alcolico. Da non trascurare la nuova annata (2008) del San Martino della Battaglia Campo del Soglio, che sfoggia sapore, pulizia e acidità in grado di assicurargli una buona evoluzione nel tempo.

 

 

COSTARIPA (0365.502010 - 503716; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Pievecroce 2008 85/100

 

Più nota agli appassionati per le ricerche/sperimentazioni sul Groppello e sui Chiaretti del Garda, la cantina di Mattia e Imer Vezzola (sede a Moniga, nel cuore della Valtenesi) produce anche un buon Lugana, il Pievecroce: polpa matura ai limiti della surmaturazione che però non preclude sapore e un certo dinamismo.

 

 

DON LORENZO DELLA GRILLAIA (339.6603607)

Lugana 2008 86/100

 

Conosco poco questa azienda di Sirmione (il responsabile tecnico è Lorenzo Fabiani, fratello di Paolo della Tenuta Roveglia, e fino a tre anni fa direttore della Marangona), ma il nuovo millesimo del suo Lugana parla chiaro: buona definizione varietale con gustosa centralità del frutto e bel “grip” minerale nello sviluppo. Non complesso né sfumato ma decisamente succoso.

 

 

LA RIFRA (030.9108023)

Lugana 2008 85/100

 

Storia enologica recente (2000) per la cantina di Claudio Fraccaroli, situata nel comprensorio di San Martino della Battaglia. Bel respiro floreale, polpa matura, efficace definizione: nel complesso un vino lineare e godibile.

 

 

MARANGONA (030.919379; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Superiore 2006 85/100

Lugana Spumante Brut n.m. 83/100

 

Situata in una bella cascina storica del Settecento, questa azienda di Pozzolengo ha cambiato direzione tecnica nel 2006, quando il giovane Alessandro Cutolo ha preso il posto di Carlo Veronese, per anni anima dell’azienda e oggi direttore del Consorzio del Lugana. Il Lugana Superiore ha buoni numeri sul piano della struttura (avvalendosi anche di una lieve surmaturazione e dell’affinamento in legno), con una buona combinazione tra lato floreale e apporto speziato del rovere, ma paga dazio sul piano dell’alcolicità, che ne frena un po’ lo sviluppo gustativo.

 

 

OLIVINI (030.9910268; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Superiore Demesse Vecchie 2006 88/100

Lugana 2008 85/100

Lugana Spumante Brut Metodo Classico 2006 86/100

 

Di proprietà della famiglia Olivini, industriali del mondo siderurgico, questa cantina, situata nelle affascinanti Demesse Vecchie di San Martino della Battaglia, è guidata dal giovane enologo Antonio Crescini e si sta mettendo in luce con alcune pregevoli prestazioni sul fronte del Lugana (il primo anno di  produzione è targato 2000). Merito soprattutto di un Demesse Vecchie 2006 che sfoggia un legno elegante di matrice quasi borgognona e una bella personalità gustativa, con solida struttura portante e buona incisività acida. Di buon portamento anche la versione base, giocato più sui lieviti che sul frutto ma di buon sale finale, e positiva prova anche per lo Spumante, cremoso e definito con bollicine di una certa sottigliezza (fatto non così comune nella tipologia).

 

 

PERLA DEL GARDA (030.9103109; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Superiore Madonna della Scoperta 2007 84/100

Lugana Madre Perla 2007 84/100

Lugana Perla 2008 83/100

 

Storia recente (2006) e investimenti importanti per la famiglia Grandini (Giovanna con il fratello Ettore, presidente della Coldiretti di Brescia), che ha cinto un angolo collinare di Lonato (zona al confine occidentale della denominazione, fuori dal “cuore classico” del territorio bresciano) con una trentina di ettari, costruendovi sulla cima (il colpo d’occhio, a dir poco emozionante, si spinge fino al lago) una cantina dall’ambiziosa progettualità non immemore della lezione di Mario Botta: struttura imponente e design curvilineo, sviluppo verticale su tre livelli, tecnologia all’avanguardia, spazi interni per l’esposizione di mostre, opere d’arte e oggetti d’antiquariato. Insomma più uno spaccato da Napa Valley che da Lugana. La parte enologica, però, deve ancora dimostrare di saper tradurre in atto tanta potenzialità. I Lugana – racchiusi in bottiglie dal bizzarro disegno - mostrano attualmente più materia che disegno: il Perla (con un contributo di chardonnay accanto alla turbiana) ha più vigore che ritmo, mentre le due più importanti selezioni - Madonna della Scoperta e Madre Perla - giocano soprattutto sull’aspetto glicerico-alcolico.

 

 

PROVENZA (030.9910006; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Fabio Contato 2007 86/100

Lugana Molin 2008 86/100

Lugana Tenuta Maiolo 2008 86/100

Lugana Spumante Brut

Metodo Classico Ca' Maiöl n.m. 85/100

 

Imprenditore sagace e determinato, guidato da un sicuro fiuto commerciale,  Fabio Contato - terza generazione di una famiglia con sangue provenzale nelle vene (da cui il nome dell’azienda) - è tra i protagonisti della moderna enologia gardesana. Il corpo della cantina di Desenzano, fondata nel 1967 dal padre Walter, ha impiantato su edifici storici locali (i fabbricati originari di Ca’ Maiol risalgono ai primi del Settecento) strutture modernissime e funzionali di vinificazione più un’ampio salone di vendita e comunicazione non troppo enfaticamente ribattezzato “Show Room”. La gamma produttiva – che conta su un bacino vitato di 60 ettari di proprietà più una quarantina in affitto per un volano produttivo annuo di circa un milione di bottiglie - spazia con sicurezza dai classici rossi gardesani a una batteria di Lugana capaci di soddisfare tanto il palato più incline alla freschezza quanto quello più sensibile alla struttura. Per il primo esemplare il Maiolo d’annata, un Lugana fresco e fragrante (fiori bianchi), chiaro e godibile. Per il secondo le maggiori ambizioni del Molin di pari millesimo (molto positivo anche il riassaggio del 2005) e soprattutto del Fabio Contato, dove però la quota del rovere e il registro tardivo del frutto non sempre trovano la strada di uno slancio superiore. Da provare il passito Soldoré (turbiana più saldo di chardonnay), esotismi assortiti (ananas e mango) su impianto di viscosa dolcezza e bel contrasto acido.

 

 

SAN GIOVANNI (0365.651419; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Il Lugana 2008 85/100

Lugana Spumante Brut Metodo Classico n.m. 84/100

 

Ex Pasini Produttori, la cantina San Giovanni della famiglia Pasini, giunta alla terza generazione con le figure di Luca e Paolo (fu fondata dal nonno Andrea nel 1958), ha sede a Raffa di Puegnago del Garda, nel cuore della Valtenesi, e può oggi contare su un parco vigneti di una quarantina di ettari tra il Garda classico e il Lugana; su una nuova tecnologica cantina a basso impatto ambientale contigua al vigneto; su una gamma produttiva che spazia con sicurezza e versatilità dalle tipologie più classiche della zona a etichette più sperimentali. I Lugana provengono dal vigneto di quasi quattro ettari in località Broglie, vicino al laghetto del Frassino, zona vocata della parte veronese della denominazione. Il Lugana 2008, accanto a sottili sensazioni d’agrume, si distingue soprattutto per la sapidità del palato, carattere che permane nel tempo, come dimostrano gli analoghi registri salini dei millesimi 2005 e 2004 di questo vino, recentemente riassaggiati.

 

 

SGREVA (030.9906986)

Lugana affinato in legno 2007 85/100

Lugana 2008 84/100

 

Segnalazione di merito per i due Lugana della piccola cantina di Francesca Sgreva, che si trova nella zona di Sirmione non lontana da Ca’ dei Frati, con vigneti a Pozzolengo. Il base gioca molto sulle componenti lievitose del sapore ed è sorretto da una piacevole verve acida, mentre la versione affinata in legno spinge più sulla burrosità della struttura, sulle note speziate (e di cedro) del rovere e su una polpa di bella rotondità, anche se non sempre il disegno complessivo risulta sfumato.

 

 

TENUTA ROVEGLIA (030.918663; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana 2008 88/100

Lugana Superiore Vigne di Catullo 2007 84/100

 

Di proprietà della famiglia Zweifel, industriali svizzeri del tessile, questa cantina, situtata nella località Roveglia di Pozzolengo e ospitata negli spazi rustici di un’antica cascina lombarda, è condotta da Paolo Fabiani, ex Presidente del Consorzio e produttore di elegante savoir-faire. Il suo Lugana 2008 è semplicemente il miglior base dell’anno: squillante registro di frutto, tra agrumi (pompelmo) e pesca, succosità da vendere e brillante contrasto. Soffre un po’ il confronto la selezione Vigne di Catullo, che a una solida struttura non sempre sa affiancare equilibrio - una certa rigidità nello sviluppo, un’acidità quasi “spinata” lo penalizzano - e dettagli.

 

 

Versante veneto

 

BERTANI CAV. G.B. (045.8658444; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Le Quaiare 2008 84/100

 

I Lugana non è senz’altro il vino più famoso né quello di punta di questo storico marchio della Valpolicella, ma il Le Quaiare si fa apprezzare per linearità e corretteza tecnica.

 

FRACCAROLI (045.7550949; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Superiore Campo Serà 2007 86/100

Lugana Pansere 2008 86/100

Lugana Superiore I Fraccaroli 2006 86/100

Lugana Bazzola 2008 84/100

Lugana I Rondinelli 2008 83/100

Lugana Vègnie Vecie 2005 82/100

 

Una storia che parte nel 1911 con il fondatore Francesco Fraccaroli e 5 ettari per arrivare, lungo l’arco di cinque generazioni, agli attuali 50 ettari con Nicola e Stefano, i figli di Luigi oggi anima dell’azienda con il fratello Luciano. Questa in sintesi la storia di una famiglia che inizia a imbottigliare negli anni ‘70 per fuggire dai tagliaggiamenti dei mediatori e che affonda le proprie radici nelle argille profonde della parte meridionale di San Benedetto di Lugana, nella (sotto)zona dei Boschetti, nonostante una cospicua parte del parco vigneti si allunghi sul versante lombardo della Doc, con quasi 30 ettari in un corpo unico verso la Bazzana di Pozzolengo. Ma i due Lugana più ambiziosi arrivano dalle vigne più vecchie che circondano la casa colonica d’epoca dove si trova la cantina: il Pansere, proveniente da vecchie vigne di 60-70 anni, e il Campo Serà (vigne quarantennali), bianchi di struttura e acciaio, asciutti e con pochi fronzoli, che ben abbinamo elementi floreali a infiltrazioni minerali. Più giocato sui lieviti e su una sottile speziatura I Fraccaroli, selezione affinata in botte grande, mentre più marcato dalla dolcezza del legno (di acacia) risulta essere l’ambizioso ma non tanto riuscito Vègnie Vecie 2005.

 

 

LAMBERTI (045.6778100; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Santepietre 2008 84/100

 

Respiro “agrumato” e buona definizione fruttata per il Lugana di questo noto, e storico, marchio dell’enologia veneta, fondato nel 1964 a Lazise (ma con quartier generale a Pastrengo) e oggi facente parte del Gruppo Italiano Vini.

 

 

MONTRESOR GIACOMO (045.913399; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Gran Guardia 2008 84/100

 

Prestazione garbata quanto piacevole anche per il Lugana di questa nota firma del vino veronese dagli importanti numeri produttivi. Profilo decisamente floreale, buona maturità di frutto, un po’ in debito di ritmo nel finale.

 

 

OTTELLA (045.7551950; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Superiore Molceo 2007 88/100

Lugana Le Creete 2008 87/100

Lugana 2008 86/100

 

L’estroverso Francesco Montresor (attuale presidente del Consorzio del Lugana) guida con il fratello Michele l’azienda di famiglia che da quattro generazioni è dedita alla viticoltura in quella oasi di pace (con tanto di elegante agriturismo) vicino al laghetto del Frassino che è corte Ottella (nel nome c’è il riferimento alla nascita leggendaria di otto gemelli nella Lugana del Cinquecento). I loro bianchi puntano all’aromaticità, al lato più moderno e sensuale della turbnia, che qui spesso vira verso sentori muschiati e una freschezza dal carattere acido-agrumato. Meno mineralità e più screziature esotiche nel frutto, tanto ne Le Creete (vendemmia tardiva, affinamento in acciaio e botte grande) quanto nel Molceo, la selezione di punta (vendemmia tardiva, appassimento per una ventina di giorni, fermentazione e affinamento in barrique). Assaggiato di recente, il 2005 di quest’ultimo mantiene ancora intatto questo corredo aromatico di stile “nordico”, tra fiori bianchi, agrumi freschi e muschio. Assai godibile anche la versione base.

 

 

SANTA SOFIA (045.7701074; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana 2008 85/100

 

Anche per l’azienda della famiglia Begnoni (papà Giancarlo con i figli Luciano e Patrizia), inserita nella splendida cornice di una villa cinquecentesca di origine palladiana nel cuore della Valpolicella classica, il Lugana non rappresenta il prodotto di punta, ma la versione 2008 sembra essere una  delle migliori degli ultimi anni, grazie a un buon corollario di frutto derivante da un’efficace definizione aromatica.

 

 

SANTI (045.6520077; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Melibéo 2008 84/100

 

Sede a Illasi, nella Valpolicella “allargata”, ma con 70 ettari nelle principali zone del Veronese, questa storica azienda (anno di fondazione 1843) fa parte, come Lamberti, del Gruppo Italiano Vini e ha nel suo articolato portfolio un Lugana di buona fattura, soprattutto in termini di polpa e definizione.

 

 

ZENATO (045.7550300; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Sergio Zenato 2007 87/100

Lugana Sergio Zenato 2004 87/100

Lugana Sergio Zenato 1999 88/100

Lugana S. Cristina Vigneto Massoni 2008 86/100

Lugana La Sansonina 2008 84/100

 

Se in tempi recenti questa nota cantina veneta si è affermata soprattutto per i vini della Valpolicella (Amarone in primis), storia, sede e cuore della famiglia Zenato sono tutti nelle terre del Lugana: quartier generale nel centro di Peschiera e una quarantina di ettari poco più a ovest, nella zona di San Benedetto. Scomparsa lo scorso anno la carismatica figura del fondatore Sergio, oggi l’azienda è guidata dai figli Alberto e Nadia. Ho qui riunito tutti i Lugana che vengono vinificati nella cantina di Peschiera, dal Vigneto Massoni, prodotto nel podere dell’azienda agricola San Cristina (a due passi da Ottella) al nuovo La Sansonina, prodotto nell’omonima azienda di Carla Prospero (la madre di Alberto e Nadia), fino a oggi conosciuta per il suo Merlot in purezza. Il primo gode di buona definizione e polpa, è scandito un frutto gustoso e da una bella leggiadria acida. Il secondo, al suo esordio, si segnala più per calore che per ampiezza o profondità, e tende a far sentire il comparto glicerico più del carattere varietale. Nel mezzo la veste lussuosa del Sergio Zenato, una Riserva che raccoglie il meglio del millesimo tra vigneti più vecchi e rese più basse: le spezie del rovere piccolo s’integrano con un frutto di stile tardivo, modulando un lato piccante come nel 2007, uno più “balsamico” come nel 2004 o un elegante portamento come nel 1999.

 

ZENATO VALERIO LE MORETTE (045.7552724; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Lugana Vigneto Mandolara 2008 88/100

Lugana Benedictus 2008 86/100

 

Spirito appassionato e produttore preparato, il giovane Fabio Zenato (il padre Valerio era cugino di Sergio Zenato) rappresenta senz’altro una preziosa risorsa per il futuro della denominazione. Vivaista di formazione, agronomo con solidi studi specialistici alle spalle (tra cui una tesi dedicata alla turbiana), Fabio è un fine conoscitore della varietà e conduce con passione e mano sicura i 25 ettari dislocati tra Sirmione e San Benedetto. Il Vigneto Mandolara - 5 ettari con impianti del 1987 e del 1995 nella zona del Serraglio, nei pressi del laghetto del Frassino - avvince per le eleganti nuance di fiori bianchi e per la sapida tensione minerale che lo attraversa (da risentire tra un paio d’anni, le prospettive sono interessanti). Il Benedictus (raccolta tardiva, due giorni di macerazione, una parte del mosto con fermentazione in tonneau) ha un frutto più caldo e “impegnativo”, lievi sentori speziati e un finale meno verticale per l’alcolicità montante, ma è un bianco di solida struttura e buoni fondamentali.