Home news News Salvo Foti presenta a Roma "La Montagna di Fuoco"
Salvo Foti presenta a Roma "La Montagna di Fuoco" Stampa E-mail
Scritto da Redazione    Mercoledì 02 Febbraio 2011 13:53

Sarà una serata speciale quella di venerdì 4 febbraio al Settembrini Cafè di Roma (via Luigi Settembrini, 21 - Tel. 06-3232617).

Alla cena sarà presente personalmente Salvo Foti, che presenterà il suo ultimo libro "La Montagna di Fuoco" e l'importante lavoro del Consorzio I Vigneri.

Alla cucina ispirata alla Sicilia di Luigi Nastri verranno abbinati i seguenti vini:

 

ante bianco 2009, az. I Custodi delle Vigne dell'Etna - Etna
bianco Pomice 2009, Tenuta di castellaro - Lipari
vinudilice rosato 2009, az. I Vigneri di Salvo Foti - Etna
i  vigneri etna rosso 2009, az. I Vigneri di Salvo Foti - Etna
il cantante etna rosso 2005 (nuova etichetta), az. Il Cantante - Etna
nerosichilli nero 2009 az. Vittorio Savino - Vendicari, Noto
suber nero 2008, az. Daino – Caltagirone


Il costo di partecipazione alla cena e alla degustazione vini è di 50 euro.



“I miei amici conoscono bene il mio interesse per il vino. Io vorrei dire passione. Sentimento che non ho mai ostentato, tenendolo gelosamente per me. E così, quando mi chiedono di parlare di vino, lo faccio sempre con una certa resistenza iniziale, con timore, di chi sta per essere scoperto per una sua imbarazzante debolezza. Questa naturale inclinazione per le bevande alcoliche mi accompagna da sempre, dall’infanzia. Ho solo qualche foto da bambino: una è con un grappolo di Nerello Mascalese tra la mani.
Ma questa debolezza non è, e non deve essere, se si è dei veri cultori del vino, un vizio. Come dire l’alcolizzato non è colui che beve ma colui che per vivere deve bere. Noi, cultori del vino, non rientriamo in questa categoria.
Nel tempo questa mia debolezza è diventata una bellissima opportunità di lavoro: sono diventato un consulente tecnico vitivinicolo. Ancor prima di diventare un tecnico, un enologo o come direbbero gli inglesi un winemaker, - in verità non riesco ad identificarmi con questi appellativi – avevo insita in me una precisa visione del vino che ho mantenuto da tecnico. Questa sicuramente mi ha complicato la vita professionale, soprattutto all’inizio, ma alla fine, il non averla mai abbandonata, averla perseguita, mi ha dato molte  soddisfazioni.
Ho sempre pensato che un "bel vino" è un vino equilibrato, armonico e complesso. L'equilibrio, l'armonia è per un vino qualcosa di intrinseco, di immediata verifica da parte di tutti i nostri sensi, udito compreso (ogni vino versato nel bicchiere ha il suo rumore), che viene da molto lontano: dall'uva, dalla vigna, dal vitigno, dall'ambiente (clima e terreno) dall'uomo (individuo e cultura).
Una pianta di vite equilibrata, giusto rapporto superficie fogliare/frutto, una vigna in armonia con l'ambiente in cui è coltivata, che non ha bisogno sistematicamente di apporti esterni considerevoli di acqua, concimi chimici, antiparassitari, in sintonia con l'uomo che la coltiva, non può che dare un vino equilibrato, armonico e nello stesso tempo elegante e complesso. Definire come debba essere un vino di qualità è impossibile. E' come volere definire o trovare l'uomo giusto, perfetto senza pecca.
Il nostro modo di essere, così come per il vino, è relativo e dipende dall'ambiente (la zona) in cui si vive, dal proprio passato (la vigna e i vitigni), dal presente (l'annata), dalla propria cultura (il viticoltore, il vinificatore), dal momento (la vinificazione), dal futuro (l'affinamento). “
 

Salvo Foti

 

UFFICIO STAMPA
STEFANIA MONACO 331 5216042
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Newsletter Go Wine


Vuoi essere informato sui numerosi
eventi enoturistici Go Wine?
Allora iscriviti alla newsletter

Tutte le news