| Panificatori e CIttà del Pane si alleano per il pane fresco artigianale |
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| Scritto da Redazione Lunedì 01 Febbraio 2010 09:48 |
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Una petizione popolare nei 25mila forni italiani per chiedere alle istituzioni di chiarire in etichetta la differenza tra pane fresco artigianale e pane conservato.
“Ad oggi il consumatore non ha ancora gli elementi per riconoscere il pane fresco artigianale dal pane conservato – dichiara il presidente della Fippa, Luca Vecchiato – . Parliamo di una distinzione che doveva essere applicata già dal 2007 dopo le liberalizzazioni del Decreto Bersani. Ma il regolamento, nonostante le nostre ripetute richieste, non è stato mai emanato. Applicarlo è ora più che mai necessario – continua Vecchiato - non solo per i panificatori ma anche per il consumatore. Pochi sanno che solo il 10% del prodotto venduto nella GDO è fresco e che meno del 3% dei supermercati hanno forni dove si prepara artigianalmente il pane. Spesso – prosegue Vecchiato - il consumatore ha l’illusione di comprare pane fresco nella GDO, perché ‘appena sfornato’, ma in molti casi può essere surgelato o prodotto altrove, anche fuori dall’Ue, ad esempio in Ucraina”.
Per il presidente di Città del Pane (47 città associate in Italia), Maurizio Marchetti: “Abbiamo siglato un patto importante per tutelare tipicità e specificità del pane artigianale italiano. Un patrimonio inestimabile, che conta circa 200 specialità, di cui 95 già iscritte nell’elenco del Mipaaf. Non si possono danneggiare milioni di consumatori ogni giorno e mettere a rischio migliaia di piccole imprese, solo perché alcune società della GDO non vogliono esporre un’etichetta veritiera sul pane congelato”. Un danno, che secondo la Fippa, continua a mettere in crisi un settore del valore di 7 miliardi di euro per 400mila addetti, con 25mila imprese che sfornano in media 100 kg di pane al giorno ciascuna. |
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