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Soave: terra di paleosuoli vulcanici Stampa E-mail
Scritto da Redazione    Martedì 06 Luglio 2010 07:03

Soave terra di paleosuoli vulcanici. E’ quanto è emerso dall’indagine voluta dal Consorzio del Soave, realizzata in sinergia con Veneto Agricoltura ed in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, il CNR ISAFOM e Risorsa, i cui primi risultati sono stati resi noti a Vulcania, il forum dei vini bianchi da suolo vulcanico, quest’anno alla sua seconda edizione e recentemente conclusosi a Soave.

Vulcania 2010 ha rappresentato per il Sistema Soave un’ulteriore importante tappa di un ormai fecondo percorso di conoscenza. Al di là delle numerose occasioni di confronto con i tanti vini e territorio di origine vulcanica, non solo italiani – quest’anno accanto al Soave sono stati protagonisti i sistemi produttivi a suolo vulcanico di Sud Africa, Alsazia e California – è stato possibile conoscere nel dettaglio un significativo lavoro di approfondimento dell’identità e sulle caratteristiche dei suoli del Soave.
<<Quando in Italia parliamo di suoli vulcanici – sottolinea Attilio Scienza, professore di viticoltura all’Università di Milano e relatore al convegno – pensiamo subito a Etna, Vesuvio, Pantelleria. Ma nel nostro paese i suoli di origine vulcanica sono molto più diffusi. Si tratta di suoli originati appunto da vulcani e che poi sono stati ricoperti da depositi marini, per poi ricomparire a seguito di fenomeni di erosione alla fine del Quaternario. Sono oggi terreni ricchi di microelementi, un fattore questo non trascurabile ai fini dell’azione catalitica sui lieviti e sulla fermentazione, anche in fase di invecchiamento. I suoli vulcanici infatti hanno sempre generato vini più ricchi e complessi rispetto a quelli da suolo calcareo, magari più eleganti ma meno speziati e strutturati>>.
Per condurre questa indagine il Consorzio del Soave, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, si è impegnato in una analisi integrata condotta sia su scala aziendale, con rilievi geofisici, sia su scala puntuale, con lo studio di suoli rappresentativi dei diversi ambienti pedogenetici. Sono stati descritti e campionati dei profili di suoli, sono state effettuate analisi chimiche standard, analisi granulometriche di dettaglio, analisi mineralogiche ed analisi micro-morfologiche.
L’insieme di queste analisi ha consentito di determinare con certezza la roccia parentale ed i principali processi pedogenetici riferibili alle diverse tipologie di suolo. Ciò ha consentito di evidenziare l’esistenza di ambienti chimici e fisici estremamente differenziati tra i diversi suoli, l’entità di queste differenze rappresenta un alto potenziale per meglio differenziare ed ottimizzare le produzioni vitivinicole del Soave e meglio rivendicare il legame tra il vino ed il suo territorio di origine.
In pratica possiamo pensare oggi ai suoli del Soave come a dei paleosuoli che, diversamente da altri ambienti vulcanici, pur essendo antichi, non hanno subito i normali fenomeni di erosione tipici dei suoli vulcanici. Esistono infatti sui colli del Soave profondità e strutture che hanno stupito gli stessi ricercatori.
E’ stata in particolare osservata nel vigneto dell’area classica una pedogenesi molto antica che ha portato alla formazione di un suolo estremamente evoluto, nel quale i materiali derivati dalla disgregazione delle vulcaniti basiche che caratterizzano l’area hanno subito una intensa trasformazione chimico-fisica.
<<Si può quindi affermare che – sottolinea Giuseppe Benciolini, pedologo e relatore al convegno - nell’areale del Soave, a differenza della maggior parte degli areali vulcanici presenti in Italia, i suoli sono significativamente evoluti. Essi hanno infatti acquisito caratteri strutturali complessi, caratterizzati da una accentuata alterazione dei minerali come è testimoniato dalla elevata profondità, dalla struttura degli aggregati, molto sviluppata, con buona distribuzione della porosità dalle colorazioni bruno-rossastre>>.
Questa ricerca è da considerarsi un primo passo per comprendere i rapporti tra il prodotto vitivinicolo del Soave ed il territorio che lo ha generato. Infatti <<grazie a questa indagine oggi conosciamo i costituenti del suolo del Soave e le loro differenze nei singoli sistemi pedoambientali. Grazie a queste informazioni di base possiamo ora comprendere meglio il sistema suolo-pianta-atmosfera, al fine di cogliere meglio, e quindi meglio gestire, i rapporti tra l’ambiente pedoclimatico e la qualità dei vini>>.


Ufficio Stampa Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave:
Lucia Vesentini
328.4961031 – 045.7681578 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.ilsoave.com

 

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