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La parola ai produttori di Cocconato: Pino Bo, azienda Benefizio di Cocconito Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 23 Luglio 2013 06:48

Pino Bo, azienda Benefizio di Cocconito






Qual è il primo ricordo che ha di lei in cantina?
I ricordi sono di molto tempo fa data la mia età, ero piccolo avrò avuto 5/6 anni e mio nonno mi insegnava il lavoro in cantina,  un momento particolare la raccomandazione sui vasi da travaso che dovevano essere assolutamente di mandorlo.

Tradizione o innovazione? Quale strada percorre per la sua azienda?
Tutte e due, mescolando il meglio di una cosa e dell’altra. In vigna seguiamo il modo tradizionale come nell’imbottigliamento utilizzando a livello pratico i macchinari moderni ma il tutto molto legato alla tradizione.

Nel corso dell’evento vi sarà un momento di attenzione a favore della Barbera d’Asti dei produttori di Cocconato. Con quale Barbera vi presenterete?
In degustazione presenterò la Barbera d’Asti Superiore 2007: l’ho scelta perché è quella che mi piace di più e perché è una Barbera non falsata con altre cose, ha il vero gusto del Barbera d’Asti con la sua caratteristica di acidità spiccata e molto piacevole.
Scelta dettata dal fatto che lo scorso anno non abbiamo vinificato a causa di una forte grandinata che ha totalmente rovinato la vendemmia.

 

 
La parola ai produttori di Cocconato: Nicola Federico Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 21 Luglio 2013 14:22

Nicola Federico



Qual è il primo ricordo che ha di lei in cantina?
Il mio primo e affezionato ricordo della cantina è di quando avevo 3-4 anni e guardavo con ammirazione  mio nonno che entrava nelle vecchie botti di legno per togliere la vinaccia.  Queste botti da 20 o 25 ettolitri avevano un’unica portella posta nella parte superiore quindi bisognava calarsi da sopra e una volta dentro raccogliere la vinaccia in un secchio e sporgerla fuori ad un’altra persona che la versava nel torchio.

Tradizione o innovazione? Quale strada percorre per la sua azienda?
Un giusto compromesso tra le due: la tradizione e l’esperienza dei “vecchi” è oggi applicata e mantenuta nella coltivazione delle vigne, mentre la parte della cantina a seguito il processo di innovazione che i tempi di oggi hanno portato.

Nel corso dell’evento vi sarà un momento di attenzione a favore della Barbera d’Asti dei produttori di Cocconato. Con quale Barbera vi presenterete?
Presenterò una Barbera d’Asti Superiore 2011, frutto di un’annata molto calda soprattutto a settembre, è un vino dall’acidità piuttosto bassa e concentrato sia nel colore, nel profumo che nel sapore.

 
La parola ai produttori di Cocconato: Paolo Macchia dell'azienda Maciot Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 20 Luglio 2013 14:20

Paolo Macchia, azienda Maciot




Qual è il primo ricordo che ha di lei in cantina?
I primi ricordi da bambino piccolissimo riguardano l’arrivo in cortile della bigoncia piena di uve proveniente dalle vigne dei nonni, la successiva pigiatura ed il trasferimento a mano con attrezzi di legno nelle botti per la fermentazione. Ed ancora… il travaso con la pompa elettrica che dava sempre la scossa e l’imbottigliamento manuale del vino più pregiato per l'invecchiamento.

Tradizione o innovazione? Quale strada percorre per la sua azienda?
Innovazione nel raccontare anche con il web, la sapiente tradizione che ci aiuta ancora adesso a produrre e vinificare un frutto sano, carico di energia e messaggi.

Nel corso dell’evento vi sarà un momento di attenzione a favore della Barbera d’Asti dei produttori di Cocconato. Con quale Barbera vi presenterete?
Presenterò la Barbera d’Asti Superiore 2010 "Four Rapet": dalla potatura molto corta della vigna Ruasin, selezioniamo in vendemmia, con un doppio passaggio, i 4 (four..) grappoli (rapet) più sani e zuccherini per ogni vite, facendo maturare il loro succo fermentato in legno piccolo per 12 mesi.

 
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