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Il Chiaretto delle Cantine Rossotto tinge gli “Aperitivi in Rosa” Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 10 Giugno 2014 23:27

                                     Domenica 15 giugno a Cinzano Torinese presso l’enoteca di Nonno Nando (orario 18-20), avrà luogo il terzo  appuntamento organizzato dall’azienda vinicola Stefano Rossotto, in collaborazione con “Ricette d’amare”, che abbina vini e piatti tipici per una serata dedicata al “rosa”. In questa occasione sarà protagonista il Content Monferrato doc Chiaretto 2013, accompagnato al sushi piemontese mentre, anche tra i partecipanti, sarà premiato con un omaggio chi indosserà un dettaglio in tema con la serata.
Il quarto appuntamento è fissato per il 19 Luglio.
Prenotazione obbligatoria allo 011 9608230 – 340 5974104 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
All’ombra delle vigne del Podere Riosto Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 09 Giugno 2014 14:59

Sui Colli Bolognesi l’azienda Podere Riosto propone in giugno due pic nic …al’ombra delle vigne.
Il primo si è svolto domenica 8 giugno, il secondo è in programma domenica 15 dalle 12,30.
Tavoli, gazebo e ombrelloni saranno posizionati tra le vigne l’agriturismo aziendale “I Calanchi di Riosto” preparerà degli intriganti pranzi “al sacco”. In cantina meritano l’assaggio le diverse etichette di Pignoletto, anche nella versione spumante.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 051 777109 www.podereriosto.it

 
Cocconato. La Barbera d’altura Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 23 Dicembre 2013 11:22

di Alessandro Franceschini

Arrampicarsi fino a Cocconato - dal latino “cum conato” a sottolineare lo sforzo che un tempo occorreva per arrivare sin qui senza macchina ma con il cavallo - potrebbe sembrare oggi un’attività da cercatori di oro, da appassionati sempre alla scoperta di qualcosa di nuovo - per esempio della locale Robiola - oppure un modo fuggire dal freddo e dalla nebbia di pianura per gioire di un clima sempre temperato e piacevole come fossimo al mare. Siamo, infatti, in un noto luogo di villeggiatura, a due passi da Torino, dove crescono anche palme e ulivi, non a caso chiamata “La Riviera del Monferrato”.
Sono certamente tutti validi motivi per arrivare in cima a questa collina, posta a quasi 500 metri sul livello del mare e che offre un panorama davvero mozzafiato. Ma non sono i soli: qui la vite trova da secoli un habitat ideale, sebbene abbia attraversato svariate vicissitudini, tipiche di molti areali piemontesi dediti all’agricoltura.
Chiacchierare con alcuni dei produttori più rappresentativi della zona, non solo dal punto di vista qualitativo quanto anche per il profondo legame che li unisce da tempi a questo territorio, come ad esempio Dezzani e Bava, dona immediatamente l’impressione di trovarsi davanti a quel tipico atteggiamento cha da un lato si schernisce o non desidera più di tanto la luce dei riflettori puntata addosso, ma al tempo stesso si mostra con fierezza e orgoglio di appartenenza.  E, in effetti, Cocconato si distacca, potremmo dire erge, all’interno di un areale, quello del Monferrato, e di una denominazione, quella della Barbera d’Asti, in realtà molto eterogenea e difficile da uniformare, come d’altronde capita in molte altre denominazioni piemontesi.
I tanti tornanti che si percorrono per salire in questa piccola enclave ci introducono subito, anche mentalmente, ad un ambiente diverso, quasi isolato, che se da un certo punto di vista rappresenta un’unicità, dall’altro separa questo territorio dal resto del territorio e della denominazione e, volendo, qualche difficoltà certo può crearla a chi alleva la vite qui.
Vite che da queste parti bisogna quasi cercarla: non si dona alla vista prepotentemente come in tanti altri areali piemontesi dove è presente in modo molto intensivo. Il famoso “richiamo della fabbrica” negli anni ‘60 e ‘70 anche qui ha inciso in modo determinante sul tessuto agricolo e vitivinicolo locale. Dai quasi 2000 ettari, con i filari che praticamente invadevano ogni parte del comprensorio e segnavano il paesaggio in modo determinante, si è passati ad un certo punto all’estremo opposto. Se non all’estinzione, a una dimensione quasi hobbistica della vite. Oggi sono presenti circa 200 ettari e tra il ‘98 e il 2004 la vite è stata reimpiantata solo in zone realmente vocate. Aspetto che l’accomuna, per esempio, al Nord Piemonte, dove, più o meno, è accaduta esattamente la stessa cosa. L’abbandono della vite e poi la rinascita, privilegiando, però, solo il meglio. E forse questo aspetto, considerando che la viticoltura ha assunto connotati altri e diversi rispetto agli anni ‘60, più qualitativi che quantitativi, è certamente positivo.
La Barbera qui ha caratteristiche particolari per almeno tre motivi: l’altitudine, che in alcuni casi consente di avere vigneti posti sino a quasi 500 metri, il microclima, molto particolare e che abbiamo già sottolineato e, soprattutto, la composizione dei terreni: alle argille, presenti, qui si cede il passo anche al tufo. Quindi terre bianche, minerali, difficili da lavorare, dove in molti punti lasciano affiorare il gesso. Abbiamo quindi potenza, la proverbiale esuberanza della barbera, ma anche l’unione con tratti più sottili ed eleganti. Non a caso su queste marne tra gli anni ‘50 e ‘70 veniva allevato, con grande soddisfazione, anche il nebbiolo, vista la similarità coi terreni delle Langhe.
Essere all’interno di una denominazione così vasta per una piccola enclave come quella di Cocconato può essere un limite? Non sarebbe forse il caso di pensare ad una sottozona specifica che meglio identifichi questo areale se non proprio a una denominazione a sé? La risposta dei produttori, per ora, è negativa. Va bene così, non avrebbe forse senso aumentare l’entropia di denominazioni, sin troppo piccole, che già ci sono all’interno del panorama italiano. In futuro, se il numero dei produttori e degli ettari dovesse assumere numeri significativi, forse...

Le note di degustazione che riportiamo qui di seguito si riferiscono a campioni che abbiamo degustato sia durante la nostra visita sul territorio nel mese di luglio, sia durante la degustazione che si è svolta all’interno dell’oramai storica manifestazione a fine agosto tra le vie del borgo medioevale di Cocconato  e che prende il nome di “Cocco...Wine”.

MAROVE’ (339 2228019; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti 2011

L’azienda, con i sui 14 ettari di terreno, è famosa anche per la produzione della “vera” Bonarda Piemontese. Schietta, giovane, sincera: è la Barbera più conviviale e meno “intellettuale” tra quelle degustate che mostra il lato pi semplice, ma non per questo inferiore del vitigno. Tannino di piacevole croccantezza, ottima l’incisività fresca, chiude con delicate note ammandorlate.

NICOLA FEDERICO (333 3906436; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore 2011

Un mirabile esempio di equilibrio e finezza, di connubio tra il terroir di Cocconato e la Barbera. Prodotto con uve provenienti da località Bonvino dove è presente un suolo particolarmente pietroso e ricco di fossili, viene vinificata e affinata in vasche d'acciaio: delicate note speziate si fondono a quelle dei piccoli frutti e a un tocco minerale ben presente poi al palato, con un piacevole finale di bella persistenza, fluidità e sapidità.

POGGIO RIDENTE (0141 907044; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )     
Barbera d’Asti DOCG  Vallia 2011

Buon attacco intenso al naso, con bella maturità del frutto, che tende ad avere sfumature di ribes, delicate, con piacevoli note floreali di violette e un tocco minerale, quasi gessoso. Una finezza che si sviluppa con bouquet fresco, quasi croccante, con tocchi mentolati. Al palato ha un piacevole sviluppo naturale e mostra una trama tannica di discreta fattura. Freschezza di bella incisività, gioca le sue carte su una beva scorrevole, più che sull’esuberanza della struttura.

MACIOT (333.2421043; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore DOCG Four Rapet 2010

Si apre su note olfattive particolarmente legate al rovere: tabacco, cioccolato, cenni fruttati liquorosi. Anche a bicchiere in movimento rimane incentrato sulle note boisè, di fattura discreta, non caricaturali, ma comunque sovrastanti. In bocca non gli manca freschezza, ma è scisso, con l’acidità che colpisce in ingresso e poi lascia spazio all’approccio dolce, un po’ molle e rotondeggiante del tannino.

BAVA (0141 907083; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore Stradivario 2009

Introverso ma di bella finezza sin dall’attacco. Note balsamiche, resinose, frutto ben calibrato, dolce ma mai strabordante, quasi in confettura di lamponi. La gestione del rovere è valida, perché le note, lievemente boisé, che rimandano al cacao hanno un tratto sfumato. Ottima consistenza al palato e un tannino lievemente levigato ma vivo e di piacevole tessitura. Acidità ben controllata, buona sapidità nel finale. Una barbera di equilibrio e sostanza.

DEZZANI (0141 907044; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbara d’Asti Superiore DOCG 2008 Vigneto Vallia

Il primo impatto è dolce, con le note del rovere in primo piano. Ma a bicchiere in movimento si distende e apre, lascia emergere un frutto maturo, intenso, di ciliegia. Bocca di spessore, tannino di buona grana croccante e un finale incentrato su note ancora fruttate, ma anche balsamiche, con un tocco minerale davvero interessante che lo rende vivo e succoso. Il tempo, certamente, gli darà maggior equilibrio.

BENEFIZIO DI COCCONITO – San Bartolomeo (0141 907223; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore DOCG Benefizio di Cocconito  2007

Ha un impatto giovane, senza cenni di stanchezza o ossidazione. A bicchiere fermo sfodera un bel frutto: maturo ma delicato, che ricorda soprattutto i piccoli frutti di bosco. È ancora “in itinere”, vista la grande diversità olfattiva tra bicchiere fermo e in movimento. Al palato mostra tannini docili con buona struttura complessiva e una freschezza di ottimo piglio. Un buon esempio circa la possibilità di evolvere positivamente della Barbera con il passare del tempo.

BAVA (0141 907083; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore Stradivario 2003

Un vino non solo vivo e vegeto, ma che lascia pensare ad una futura evoluzione che potrà riservare ancora belle emozioni. Non che la Barbera non si presti a sfidare il tempo con buona agilità, ma certamente l’annata, torrida e siccitosa, non è certo stata tra le più agevoli da gestire. Eppure qui note “cotte” e “stanche” non se ne trovano: il corredo fruttato lascia spazio alle prime nobili note terziarie che fondono spezie e tocchi di humus e sottobosco. Al palato c’è tutta la forza espressiva della barbera, dell’annata, con tannini di piacevole tessitura e un finale di ottima consistenza e struttura.

 
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