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Raccolta e racconti di vino notturno alla Masseria Venditti |
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Scritto da Redazione
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Martedì 13 Settembre 2011 07:09 |
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Una importante iniziativa in programma per sabato 17 e domenica 18 settembre all'Antica Masseria Venditti di Castelvenere (BN). Gli invitati raggiungeranno nel pomeriggio del 17 settembre l'Isola di cultura del vino per il tradizionale evento voluto ed organizzato da Nicola e Lorenza Venditti. Un "brindisi a millimetri zero" accoglierà gli ospiti, seguito dai "sapori del territorio" proposti da "donna Lorenza" nel gazebo degli ulivi. Con le WineCar gli ospiti raggiungeranno l'hotel per essere pronti a vendemmiare alle 05,00 in punto. La vestizione sarà curata nei minimi particolari, mentre l'illuminazione del vigneto didattico consentirà la raccolta notturna. Si inizierà dall'uva bianca, che naturalmente fresca sarà subito sgranellata, pigiata e separata dalle bucce, pronta per una fermentazione in bianco controllata. Si continuerà con i 10 vitigni di uve rosse che insieme saranno vinificate per ottenere un prodotto unico e particolare. Dopo il "grande lavoro notturno", un'abbondante e tradizionale colazione contadina verrà servita nel gazebo degli ulivi , consentirà agli invitati di affrontare con energia contadina la lunga giornata. Un breve e doveroso riposo mattutino in hotel consentirà agli invitati di riprendere il "lavoro" di controllo della fermentazione in tarda mattinata, di rivedere le immagini notturne nella sala Barbetta, e di essere pronti per affrontare il "pranzo contadino" di donna Lorenza nella sala del Torchio. La festa culinaria a base di specialità sapientemente riproposte saranno abbinate ai vini aziendali più rappresentativi, dal Vàndari Falanghina al Bacalàt, dal Barbetta al Marraioli e per finire Bosco Caldaia. Alle 16,30 saranno letti dalla voce di Serena, accompagnata alla chitarra da Andrea, i pensieri e le emozioni dei "vendemmiatori 2010". Poi si procederà all'asta per l'assegnazione delle prime 30 bottiglie della vendemmia 2010, 15 bianche e 15 rosse. Le particolari ed uniche bottiglie, molto curate nell'abbigliamento, custodiscono il prezioso nettare di Bacco meravigliosamente raccolto il 19 settembre 2010 alle ore 5,00. 300 bottiglie in totale per 20 vitigni, 10 vitigni bianchi e 10 vitigni rossi, un vero esempio di biodiversità. Il ricavato dell'asta sarà devoluto interamente in beneficenza. La vendita delle altre 270 bottiglie inizierà subito dopo e proseguirà sul sito internet aziendale www.venditti.it. Dopo la consegna delle bottiglie assegnate durante l'asta, chiuderà la manifestazione la grappa di Barbetta , con un brindisi di arrivederci alla ... prossima vendemmia notturna del 2012.
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MONTECAPPONE |
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Scritto da Redazione
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Venerdì 09 Settembre 2011 07:04 |
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Montecappone Via Colle Olivo 2 - 60035 Jesi (AN) tel +39 0731 205761 - fax +39 0731 204233
www.montecappone.com -
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Ettari vitati complessivi: 70 Numero bottiglie prodotte all’anno: 120.000
Come arrivare: Autostrada A14 Adriatica, uscita Ancona Nord, prendere la S.S.76 bis in direzione Roma, uscita Jesi Ovest. Persona da contattare per le visite in azienda: Gianluca Mirizzi Orario visite: Dal lunedì alla sabato: 8.30-12.30 e 16.00-19.
Avviata nella campagna di Jesi sul finire degli anni ‘60, l’azienda Montecappone è stata rilevata dal 1997 dalla famiglia Bomprezzi-Mirizzi, che può vantare una lunga esperienza nel mondo del vino maturata in oltre cinquant’anni di conduzione di una delle più qualificate enoteche della capitale. Oggi, dopo importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento in vigna e in cantina, la superficie vitata si estende su oltre settanta ettari di vigneto, dedicati in larga maggioranza a varietà autoctone quali verdicchio, montepulciano e sangiovese. Disposta su tre livelli in modo da sfruttare al meglio la gravità nella movimentazione di uve e mosti, la cantina fa convivere in armonia tradizione e innovazione, le grandi vasche di cemento retaggio del passato con le più attuali soluzioni tecniche. Ma è forse più ancora la vigna a rivelare la passione dei fratelli Mirizzi: lasciate che sia Gianluca a condurvi tra i filari dei nuovi vigneti di verdicchio, realizzati con scrupolosa attenzione ai dettagli, dalla fittezza di impianto alle tecniche di potatura e palizzatura, che trasudano passione e competenza autentiche.
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Ruchè di Castagnole Monferrato |
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Scritto da Redazione
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Mercoledì 07 Settembre 2011 07:11 |
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A maggio la Festa del Ruchè di Castagnole Monferrato: un'occasione per fare il punto su questa nuova Docg.
Pochi sanno che il Ruché di Castagnole Monferrato ha ottenuto il riconoscimento della Doc nell’ormai lontano 1987, reso effettivo a partire dalla vendemmia 1988. E tanto meno si sa che nell'ottobre 2010 è stato varato il nuovo disciplinare del Ruché, con il quale si assegna a questo raro vino monferrino la “patente” della Docg. In effetti per anni è stato un vino poco conosciuto al di fuori del proprio territorio, sia per i suoi quantitativi di produzione, tuttora esigui, sia per la fama dei ben più popolari vicini di casa, Barbera d’Asti e Grignolino, per citare solo i due più famosi. Ma da tre o quattro anni a oggi le carte in tavola sono sostanzialmente cambiate.
I perché di un successo Quali sono i fattori che hanno contribuito a far decollare questo storico vino di Castagnole? Innanzitutto il Ruché è vino che p uò vantare mediamente un intrigante rapporto qualità-prezzo. Ma sono soprattutto le sue caratteristiche a renderlo particolarmente appetibile rispetto ai gusti dei moderni consumatori: innanzitutto la sua fragranza, il suo inconfondibile aroma, la sua speziatura morbida e piccante al contempo, la sua semi-aromaticità spiccatamente floreale e fruttata; in bocca poi è armonico, mai troppo concentrato o scontroso, sebbene sia spesso generoso di alcol, pulisce la bocca e invita alla beva. Insomma un vino giovane e moderno, che ben si presta a essere abbinato a piatti anche etnici, saporiti, trendy e – se servito molto fresco - anche a preparazioni a base di pesce.
Qualche cifra, per capire La superficie coltivata a Ruchè è di circa 60 ettari vitati, non tutti in produzione, ubicati nei comuni astigiani di Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Refrancore, Scurzolengo, Viarigi e distribuiti fra una trentina di aziende complessive, di cui solo 17-18 effettivamente attive nella duplice veste di produttrici di uva e imbottigliatrici, le restanti conferiscono i frutti alla Cantina Sociale di Castagnole Monferrato, capace oggi di garantire standard qualitativi medio-alti, ma ancora non del tutto in grado di adempiere a quel ruolo di sviluppo socio-economico del territorio che dovrebbe essere proprio di ciascuna realtà cooperativa.
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